Carta di canapa: come nasce, usi e sostenibilità

Carta di canapa: come nasce, usi e sostenibilità

17 Visualizzazioni 0 Piace
 

Mi interessa la carta di canapa perché porta una domanda molto concreta dentro un oggetto familiare: che cosa stai scegliendo quando scegli un foglio? La Commissione europea include la carta fra gli impieghi della canapa. È un uso della canapa industriale che merita attenzione anche oltre il richiamo alla pianta: per apprezzarlo, ti propongo di partire dalla materia che entra davvero nel foglio.

Che cos’è la carta di canapa

Con carta di canapa indico un foglio realizzato usando fibre di questa pianta; il nome, da solo, non ne specifica l’intera composizione. Nello stelo trovi le fibre liberiane, cioè quelle della parte esterna, e il canapulo, il nucleo legnoso. La ricerca di Parlak del 2026 le considera separatamente e realizza fogli di laboratorio sia con paste di canapa sia mescolandole a pasta di pino. Sono campioni sperimentali. Un esempio che puoi invece riconoscere in una scheda commerciale è Hemp di Hahnemühle: contiene il 60% di canapa e il 40% di cotone. Quella miscela descrive quel prodotto. È proprio questa distinzione fra origine e composizione che trovo utile: ti evita di attribuire a tutte le carte la stessa formula. Anche il passato offre un dettaglio interessante. Il Museo della Carta di Amalfi racconta la bambagina, ottenuta da stracci di lino, cotone, canapa o juta: una testimonianza della tradizione locale della carta da stracci, senza stabilire chi abbia inventato la carta di canapa. Per capire il foglio, alla materia va poi affiancato il modo in cui viene lavorata.

Bordo fibroso di un foglio di carta di canapa accanto a fibre chiare
Fibre e bordo irregolare rendono visibile la trama del foglio.

Dallo stelo al foglio: come viene prodotta

Per seguire la produzione della carta di canapa, si parte dalla pianta esattamente la specie cannabis sativa tipo L. isrcritta a catalogo semenze e distinguo due passaggi: preparare la pasta e darle forma. Nel lavoro sperimentale del 2026 le materie prime vengono trasformate in paste, lavate e lavorate; le frazioni richiedono trattamenti differenti per la loro composizione. L’origine vegetale non ti dice quali trattamenti siano stati usati: la ricerca di Danielewicz e Surma-Ślusarska del 2017 comprende anche lo sbiancamento e segue vie diverse per le fibre liberiane e le altre materie esaminate. Per vedere invece come la pasta diventa un foglio, trovo chiaro il procedimento manuale storico illustrato dal Museo della Carta di Amalfi:

  1. La pasta diluita viene raccolta su un telaio.
  2. L’acqua defluisce e il foglio viene trasferito sui feltri, i supporti che lo accolgono prima della pressatura.
  3. Il foglio viene pressato e infine asciugato.

Questa sequenza appartiene a quel metodo storico. Un’altra prospettiva viene dal laboratorio CanapaCruda: nell’intervista pubblicata da Lampoon, Melania Tozzi racconta di ottenere fogli più lisci dalla fibra esterna, più spessi e ruvidi dallo stelo intero, con il canapulo visibile. Descrive un’asciugatura all’aria che varia con la stagione. Mi colpisce il legame concreto fra scelta della materia e superficie: ti permette di immaginare perché due fogli accomunati dal nome possano offrire possibilità diverse.

Produzione della carta di canapa: mani sollevano un telaio con polpa umida
Un telaio trattiene la polpa umida mentre l’acqua defluisce.

Resistenza, superficie e usi: perché i fogli non sono tutti uguali

Quando leggo che una carta è resistente, voglio capire a quale sollecitazione ci si riferisce. Strappo e trazione sono criteri diversi: la seconda riguarda il foglio quando viene tirato. Nei campioni dello studio del 2017, la pasta di fibre liberiane può unire elevata resistenza allo strappo e bassa resistenza a trazione; anche i legami fra fibre contribuiscono al comportamento. È un risultato di quei campioni e processi, utile per precisare la domanda, non per assegnare una superiorità a ogni carta di canapa. Per il tuo progetto conta poi la destinazione del supporto. Tozzi presenta i fogli ruvidi del suo laboratorio anche per acquerello e acrilico: un’indicazione riferita a quei fogli. Per la riproduzione artistica e fotografica, Hemp ha invece un rivestimento inkjet opaco ed è dichiarata dal produttore compatibile con sistemi a pigmenti e a coloranti. Trovo più interessante questa differenza di funzione di un generico elenco di pregi: una superficie per lavorare con il colore e una per riprodurre un’immagine rispondono a esigenze specifiche. Quanto agli imballaggi, lo studio del 2026 ne considera il potenziale, ma richiede ancora ottimizzazione tecnologica per l’applicazione industriale. Non dimostra disponibilità commerciale né idoneità alimentare.

Fogli di carta di canapa sovrapposti con superfici lisce e fibrose
Superfici e spessori diversi, osservati con luce radente.

Canapa, legno e riciclo: come confrontare la sostenibilità

Nel confronto ambientale parto da una distinzione: canapa indica l’origine della fibra; riciclata indica il recupero della materia. Comieco descrive la selezione di carta e cartone raccolti, la separazione degli scarti e la lavorazione con acqua in cartiera per ottenere nuova pasta e prodotti. Sono informazioni diverse sulla composizione. Anche la crescita della canapa in un ciclo di mesi, descritta dalla Commissione europea, riguarda la coltura: per giudicare il foglio devi guardare alla filiera. Un esempio aiuta a capire quanto contino i confini. L’analisi di ciclo di vita di Vieira, pubblicata nel 2010, confronta scenari portoghesi riferiti a una tonnellata di carta bianca da stampa e scrittura. Comprende coltivazione, trasporto alla cartiera e produzione della pasta; esclude fabbricazione della carta, distribuzione, consumo e gestione finale dei rifiuti, assunti simili. In quel modello la canapa risulta più impattante dell’eucalipto nei cinque indicatori analizzati. Concorrono fertilizzanti, operazioni agricole, additivi e allocazione dell’energia, cioè la sua ripartizione nel calcolo. Consumo idrico, biodiversità e degradazione del suolo non sono valutati. È dunque un confronto storico circoscritto, non una classifica delle carte attuali. Lo considero utile proprio perché ti obbliga a chiedere quali filiere, fasi e indicatori sostengano un giudizio sulla sostenibilità.

Come scegliere la carta adatta al tuo progetto

Davanti a una scheda tecnica, cerco prima ciò che posso collegare al progetto. Torno a Hemp di Hahnemühle: accanto alla composizione già vista e alla finitura opaca, la scheda distingue due grandezze. I dati sono valori tipici medi di quel prodotto; non misurano da soli la resa che otterrai.

Due voci della scheda Hemp da distinguere
Voce Valore dichiarato Come leggerla
Grammatura 290 g/m² Massa per unità di superficie
Spessore tipico 0,50 mm Spessore, distinto dalla grammatura

Se vuoi stampare, considera la combinazione completa. Hahnemühle spiega che il profilo ICC caratterizza stampante, inchiostro e carta insieme e invita a consultare le impostazioni del supporto prima dell’uso. Da qui il mio consiglio di controllare anche i limiti del tuo modello: l’etichetta della carta non basta a confermare ogni abbinamento. Per Hemp il produttore indica uso e stoccaggio a 10–30 °C e umidità relativa del 35–65%; raccomanda di evitare abrasioni della superficie e proteggerla con materiali d’archivio. Prima di impegnare un intero progetto, ti suggerisco un campione con la tecnica che userai: è il modo più concreto per formulare il tuo giudizio sul supporto, senza scambiare una specifica per una promessa.

Un materiale da conoscere, un foglio da scegliere

Il valore che riconosco alla carta di canapa sta anche qui: può farti scegliere con più attenzione il supporto del tuo lavoro. Per me, l’interesse per la materia diventa una scelta convincente quando incontra una destinazione precisa. Se hai in mente l’immagine da stampare o la tecnica con cui lavorare, hai già una buona ragione per cercare il foglio che risponda a quel progetto.

Fonti e approfondimenti

  • Commissione europea — Canapa. https://agriculture.ec.europa.eu/farming/crops/hemp_it
  • Kemal Parlak e colleghi — Papermaking potential of pulps from bast, hurd and stubble of hemp; separately and blended with pine pulp (2026). https://link.springer.com/article/10.1007/s10570-026-06935-2
  • Hahnemühle FineArt GmbH — Hemp. https://www.hahnemuehle.com/fileadmin/user_upload/bilder/pdf/dfa/datasheets/FineArt_Collection/datasheet-Hemp.pdf
  • Ricardo da Silva Vieira e colleghi — Industrial hemp or eucalyptus paper? An environmental comparison using life cycle assessment (2010). https://scholar.tecnico.ulisboa.pt/api/records/b40e67af-e30f-4163-bfe3-e2865a010b16/file/4dbbbde63ad49c81fb4dbd249424d65678733db79fe6674850f1733b1360b9e1.pdf
  • Mariavittoria Zaglio — Nella città della carta si torna a utilizzare fibra di canapa al naturale (2024). https://lampoonmagazine.com/canapacruda-carta-fabriano-fibra-naturale/
  • Dariusz Danielewicz e colleghi — Properties and fibre characterisation of bleached hemp, birch and pine pulps: a comparison (2017). https://link.springer.com/article/10.1007/s10570-017-1476-6
  • Museo della Carta — La carta a mano. https://www.museodellacarta.it/la-carta-a-mano/
  • Comieco — Riciclo. https://www.comieco.org/carta-e-cartone/riciclo/
  • Hahnemühle — Hahnemühle FineArt ICC Profiles. https://www.hahnemuehle.com/en/digital-papers/icc-profile.html
 
Questo post sul blog ti è stato utile?
Lascia un commento

Accedi per pubblicare commenti